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15 dicembre 2020

# 26 La chimica e gli strumenti scientifici

 




Negli obiettivi fotografici il componente di maggior rilevanza è il sistema di lenti ottiche, che deve essere in grado di ritrarre un'immagine in modo che risulti il più vicina possibile alla realtà; ovviamente ciò dipende dalla qualità della fattura delle lenti, che generalmente sono realizzate con due particolari tipologie di vetro, il  crown glass ed il flint glass.








Il flint glass è un vetro al silicato di piombo, la cui composizione canonica è 63% Silice, 21% monossido di Piombo, 7% ossido di Sodio, 7% ossido di Potassio ed altri composti in minori percentuali; la sua peculiarità è una bassa temperatura di lavorazione, un alto indice di rifrazione (1,45-2,00) ed una bassa dispersione (Abbe minore di 55).










Icrown glass è un vetro al boro o sodicocalcico, in cui la percentuale di silice è elevata, l'indice di rifrazione è più basso rispetto al flint, infatti si attesta intorno a 1,52, mentre il numero di Abbe  è tra i 55 e 85.





22 ottobre 2020

# 8 I materiali

 




Il vetro è il materiale con il quale sono fabbricate le lenti del teleobiettivo, componente essenziale dell’apparato telefotografico come il Roster-Mariani. Costituito principalmente da derivati di silicio, il vetro trova molteplici applicazioni anche per la facilità con la quale può essere modellato nelle forme più varie e il suo utilizzo è già attestato nel 3° millennio a.C. in Mesopotamia per monili e intarsi; la più antica industria del vetro colorato con ossidi metallici si riscontra in Egitto (Tell el-‛Amarna), mentre vetri soffiati senza decorazione, anfore, vasi, piatti si trovavano già a Pompei e a Roma, dove si fabbricavano anche urne cinerarie vitree. Nel Medioevo fino al 9° secolo si usò il vetro per i calici, altri oggetti di culto e di uso funerario, e per piccoli recipienti di uso farmaceutico o cosmetico, talora con decorazioni a rilievo o incise alla ruota, mentre l’uso di chiudere con il vetro le finestre, già noto ai Romani, si conservò a Costantinopoli. In Siria fino al 14° secolo furono prodotte superbe lampade da moschea e fiasche dipinte, trasparenti e bianche, con smalti in rilievo. Nella seconda metà del 15° secolo i vetrai muranesi, mentre continuavano a perfezionarsi nel vetro soffiato, valendosi probabilmente di ricette orientali, con forme derivate dall’oreficeria occidentale, e decorazione affine alla miniatura contemporanea, crearono vetri colorati azzurro cobalto, verde, paonazzo. Agli inizi del 19° secolo, gli sviluppi dell’industria del vetro, insieme a quelli dell’industria siderurgica, permisero all’architettura nuove e ardite soluzioni applicate, inizialmente, in settori particolari come le serre e i passaggi coperti. Dal 20° secolo in poi, venne impiegato in larga scala per la copertura di grandi grattacieli e torri, in quanto il vetro permette una continuità di superfici e una grande resa estetica.

L’evoluzione e il miglioramento negli anni, del processo di lavorazione delle lenti, ha permesso un aumento della qualità dell’immagine, grazie a procedimenti avanzati quali la lucidatura con polvere di diamante e ossido di cerio, il rivestimento con determinati materiali con lo scopo di ottenere caratteristiche come l'antiriflesso, l'antigraffio, l'antiappannante, il filtro UV, il fondo riflettente.



Nella città di Murano vi è un importante Museo del Vetro, si riporta qui il link del suo sito.







Sitografia:

https://www.treccani.it/enciclopedia/vetro/


# 7 Il mito
















L'apparato telefotografico, mediante un sistema di lenti, è in grado di ingrandire e ritrarre un soggetto da esso molto distante; tale prerogativa appartiene anche al fenomeno, divenuto un mito nei pressi dello Stretto di Messina, noto come Fata Morgana. Durante la sua manifestazione è possibile percepire la costa opposta notevolmente ravvicinata, ed anche scorgere le sagome delle persone che passeggiano sul lungomare dell'altra regione, inoltre, sovente si può osservare l'immagine del soggetto capovolta e sospesa in aria.

Di seguito si riporta il mito della Fata Morgana















Il progetto originale del teleobiettivo Roster


 

Teleobiettivo Roster : disegno / G. Roster (fot., 1 stampa, b/n, 16x24 cm, 1892 [ma 12/01/1893])  




Sitografia: 

https://bibdig.museogalileo.it/Teca/Viewer?an=964650

15 ottobre 2020

Un teleobiettivo moderno

 


#5 Il principio fisico



L’ottica è la branca della fisica che studia i fenomeni relativi alla propagazione della luce e gli effetti della sua interazione con i corpi, ed i suoi principi determinano anche il funzionamento del teleobiettivo Zeiss montato nell’apparato telefotografico Roster-Mariani.

 


Il sistema ottico, di un tipico teleobiettivo, (riferendosi alla figura in alto) è costituito da due lenti: un gruppo convergente anteriore b e da uno posteriore divergente c (lente telenegativa); la distanza focale f risulta notevolmente maggiore della distanza d tra obiettivo e piano e della pellicola ottenendo in tal modo un’immagine dell’oggetto molto più grande di quella che si avrebbe con un obiettivo con una focale minore.









La lunghezza focale è la distanza tra il piano della messa a fuoco, ossia il sensore per le fotocamere digitali o la pellicola per quelle analogiche, ed il centro ottico dell'obiettivo, ovvero quel punto sulla lente per cui il raggio luminoso non subisce deviazione alcuna; nei sistemi di lenti, pertanto negli obiettivi fotografici si utilizza la lunghezza focale effettiva EFL, la cui formulazione matematica è :


 ove: n è l'indice di rifrazione del materiale                                                                                                 delle lenti,                                                                                                                                                       
                                                                                           R1 ed R2 sono i raggi di curvatura delle                               lenti,

                                                                                          1/f è il potere convergente o diottrico                                             della lente.








 

 


 

 

 Sitografia:

·       https://www.treccani.it/enciclopedia/teleobiettivo

·       https://www.treccani.it/enciclopedia/ottica/