15 dicembre 2020
# 26 La chimica e gli strumenti scientifici
22 ottobre 2020
# 8 I materiali
Il vetro è il materiale con il quale sono fabbricate le lenti del teleobiettivo, componente essenziale dell’apparato telefotografico come il Roster-Mariani. Costituito principalmente da derivati di silicio, il vetro trova molteplici applicazioni anche per la facilità con la quale può essere modellato nelle forme più varie e il suo utilizzo è già attestato nel 3° millennio a.C. in Mesopotamia per monili e intarsi; la più antica industria del vetro colorato con ossidi metallici si riscontra in Egitto (Tell el-‛Amarna), mentre vetri soffiati senza decorazione, anfore, vasi, piatti si trovavano già a Pompei e a Roma, dove si fabbricavano anche urne cinerarie vitree. Nel Medioevo fino al 9° secolo si usò il vetro per i calici, altri oggetti di culto e di uso funerario, e per piccoli recipienti di uso farmaceutico o cosmetico, talora con decorazioni a rilievo o incise alla ruota, mentre l’uso di chiudere con il vetro le finestre, già noto ai Romani, si conservò a Costantinopoli. In Siria fino al 14° secolo furono prodotte superbe lampade da moschea e fiasche dipinte, trasparenti e bianche, con smalti in rilievo. Nella seconda metà del 15° secolo i vetrai muranesi, mentre continuavano a perfezionarsi nel vetro soffiato, valendosi probabilmente di ricette orientali, con forme derivate dall’oreficeria occidentale, e decorazione affine alla miniatura contemporanea, crearono vetri colorati azzurro cobalto, verde, paonazzo. Agli inizi del 19° secolo, gli sviluppi dell’industria del vetro, insieme a quelli dell’industria siderurgica, permisero all’architettura nuove e ardite soluzioni applicate, inizialmente, in settori particolari come le serre e i passaggi coperti. Dal 20° secolo in poi, venne impiegato in larga scala per la copertura di grandi grattacieli e torri, in quanto il vetro permette una continuità di superfici e una grande resa estetica.
L’evoluzione e il miglioramento negli anni, del processo di lavorazione delle lenti, ha permesso un aumento della qualità dell’immagine, grazie a procedimenti avanzati quali la lucidatura con polvere di diamante e ossido di cerio, il rivestimento con determinati materiali con lo scopo di ottenere caratteristiche come l'antiriflesso, l'antigraffio, l'antiappannante, il filtro UV, il fondo riflettente.
Sitografia:
https://www.treccani.it/enciclopedia/vetro/
# 7 Il mito
15 ottobre 2020
#5 Il principio fisico
Il sistema ottico, di un tipico teleobiettivo, (riferendosi alla figura in alto) è costituito
da due lenti: un gruppo convergente anteriore b e da uno posteriore divergente
c (lente telenegativa); la distanza focale f risulta notevolmente maggiore
della distanza d tra obiettivo e piano e della pellicola ottenendo in tal modo
un’immagine dell’oggetto molto più grande di quella che si avrebbe con un obiettivo con una focale minore.
La lunghezza focale è la distanza tra il piano della messa a fuoco, ossia il sensore per le fotocamere digitali o la pellicola per quelle analogiche, ed il centro ottico dell'obiettivo, ovvero quel punto sulla lente per cui il raggio luminoso non subisce deviazione alcuna; nei sistemi di lenti, pertanto negli obiettivi fotografici si utilizza la lunghezza focale effettiva EFL, la cui formulazione matematica è :
1/f è il potere convergente o diottrico della lente.
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