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22 dicembre 2020

# 27 La mappa concettuale



Si presenta una mappa concettuale neurale riguardante i concetti chiave alla base dell'utilizzo e del funzionamento di un apparato telefotografico.










 

26 novembre 2020

# 24 Le parole nella storia



Alcune parole chiave della telefotografia, comparse dalla fine dell'800 sino ad oggi, nei libri presenti nella biblioteca virtuale di Google, sono qui riportate:













Dal grafico si osserva che l'uso più frequente del termine teleobjective si è verificato tra gli anni 20 e 30 del '900, probabilmente perché in quel periodo vi è stato un rilevante progresso tecnologico in tale campo.















Lo stesso termine "teleobjective", però in lingua italiana, sembra avere un utilizzo più intenso negli ultimi anni del 2000, ma presenta un massimo a cavallo del '900, periodo in cui in Italia si ebbe uno sviluppo significativo di tale tecnologia, infatti l'invenzione del teleobiettivo  è attribuita a Francesco Negri nel 1880, e nel 1895 fu costruito l'apparato telefotografico Roster-Mariani.













L'affermata carriera di Giorgio Roster (1843 - 1927), uomo poliedrico che fra diverse invenzioni, costruì il teleobiettivo che assunse il suo cognome e l'apparato telefotografico Roster-Mariani, corrisponde ad un elevato numero di pubblicazioni ove appare il suo nome; inoltre si riscontra un rinnovato interesse nei suoi confronti negli anni 2000.




 

23 novembre 2020

# 23 La normativa



La telefotografia, ovvero la riproduzione di oggetti e soggetti distanti segue il diritto della fotografia.  
La prima testimonianza del diritto d'autore nella fotografia è da ricercarsi in un ordinamento della Corte Suprema di Cassazione del 3 Giugno 1876, con il quale venne attribuito un valore connesso alla natura intellettuale delle fotografie, ma il 7 Luglio 1876 la Corte d'Appello le definì un mero processo meccanico e non un frutto dell'ingegno. Definizione stravolta il 28 Ottobre 1925, con il Regio decreto legge 28 ottobre 1925 n.1949 nel quale si annoverò la fotografia tra le opere di ingegno, che per tal motivo potevano essere tutelate. A partire dalla legge 22 aprile 1941, n. 633 sul diritto d'autore, poi modificata dal DPR 19/79 e più recentemente dal Dlgs 154/97 e dalla legge 248/2000, la fotografia  venne tutelata come opera, sia di carattere creativo che meramente amatoriale.

12 novembre 2020

# 19 L'abbecedario


 

APPARATO TELEFOTOGRAFICO



Apertura dell'obiettivo

Battaglia in quanto esso trova impiego anche in guerra 

Distanza dell'oggetto da fotografare

Elemento del sistema di lenti

Focale dell'obiettivo

Granchi, l'ottico che costruì il teleobiettivo Roster

Habitat è l'ambiente ove opera lo strumento

Inquadratura del soggetto della fotografia

Lente dell'obiettivo

Mariani, l'ingegnere che disegnò l'apparato telefotografico Roster-Mariani

Negri, l'inventore del teleobiettivo

Ottica, la scienza che ne regola il funzionamento

Progresso, l'evoluzione nel tempo delle tecnologie di realizzazione dei teleobiettivi

Questione, curiosità su un oggetto distante, ciò che può muovere alla scelta dell'utilizzo di un apparato telefotografico

Rilevamento, la branca a cui può appartenere un apparato telefotografico

Strumento, ne fa parte anche un apparato telefotografico

Teleobiettivo, elemento principale di un apparato telefotografico

Ubicazione, luogo da identificare con un apparato telefotografico

Visuale, necessaria a scattare una fotografia

Zeiss, un'importante casa produttrice di lenti

# 17 I brevetti



Il teleobiettivo è l'elemento cardine degli apparati telefotografici, ed in particolare anche del Roster-Mariani, perciò vengono presentati dei brevetti che ne dipingono le prime evoluzioni tecnologiche.

Dopo aver condotto un'attenta ricerca, si è giunti all'evidenza che una fra le prime camere con teleobiettivo brevettate fu quella costruita dall'azienda J. H. Dallmeyer Ltd nel 1903.

Il brevetto, citato di seguito, fu pubblicato il 30 Giugno del 1904 con il codice  GB190318132A:



I documenti e disegni originali possono essere qui consultati.










Il 31 Maggio 1917 venne pubblicato il brevetto GB101976A, nel quale venne introdotta una nuova tecnologia mediante cui montare un'apparato telefotografico sugli aeromobili.




I documenti e disegni originali possono essere qui consultati.











09 novembre 2020

Stanley Kubrik, NASA e la leggenda del complotto lunare

 





Il Carl Zeiss Planar 50mm f/0.7 è uno degli obiettivi con l'apertura più grande della storia della fotografia; progettato dalla NASA appositamente per il Programma Apollo, possiede una grande luminosità necessaria per ottenere delle immagini con un'adeguata nitidezza, nonostante un rapido tempo di esposizione. 

Le ragguardevoli qualità della lente, vennero sfruttate anche in ambito cinematografico dal famoso regista Stanley Kubrick, per le riprese della pellicola Barry London, nota per le scene a lume di candela girate senza l'ausilio di illuminazione artificiale e durante le quali gli attori dovettero stare immobili a causa della strettissima profondità di campo.

Il casuale collegamento tra la NASA e Stanley Kubrick, contribuì ad alimentare la leggenda metropolitana secondo la quale il regista avrebbe girato le scene dell'allunaggio mai avvenuto.














Sitografia:

 


22 ottobre 2020

# 8 I materiali

 




Il vetro è il materiale con il quale sono fabbricate le lenti del teleobiettivo, componente essenziale dell’apparato telefotografico come il Roster-Mariani. Costituito principalmente da derivati di silicio, il vetro trova molteplici applicazioni anche per la facilità con la quale può essere modellato nelle forme più varie e il suo utilizzo è già attestato nel 3° millennio a.C. in Mesopotamia per monili e intarsi; la più antica industria del vetro colorato con ossidi metallici si riscontra in Egitto (Tell el-‛Amarna), mentre vetri soffiati senza decorazione, anfore, vasi, piatti si trovavano già a Pompei e a Roma, dove si fabbricavano anche urne cinerarie vitree. Nel Medioevo fino al 9° secolo si usò il vetro per i calici, altri oggetti di culto e di uso funerario, e per piccoli recipienti di uso farmaceutico o cosmetico, talora con decorazioni a rilievo o incise alla ruota, mentre l’uso di chiudere con il vetro le finestre, già noto ai Romani, si conservò a Costantinopoli. In Siria fino al 14° secolo furono prodotte superbe lampade da moschea e fiasche dipinte, trasparenti e bianche, con smalti in rilievo. Nella seconda metà del 15° secolo i vetrai muranesi, mentre continuavano a perfezionarsi nel vetro soffiato, valendosi probabilmente di ricette orientali, con forme derivate dall’oreficeria occidentale, e decorazione affine alla miniatura contemporanea, crearono vetri colorati azzurro cobalto, verde, paonazzo. Agli inizi del 19° secolo, gli sviluppi dell’industria del vetro, insieme a quelli dell’industria siderurgica, permisero all’architettura nuove e ardite soluzioni applicate, inizialmente, in settori particolari come le serre e i passaggi coperti. Dal 20° secolo in poi, venne impiegato in larga scala per la copertura di grandi grattacieli e torri, in quanto il vetro permette una continuità di superfici e una grande resa estetica.

L’evoluzione e il miglioramento negli anni, del processo di lavorazione delle lenti, ha permesso un aumento della qualità dell’immagine, grazie a procedimenti avanzati quali la lucidatura con polvere di diamante e ossido di cerio, il rivestimento con determinati materiali con lo scopo di ottenere caratteristiche come l'antiriflesso, l'antigraffio, l'antiappannante, il filtro UV, il fondo riflettente.



Nella città di Murano vi è un importante Museo del Vetro, si riporta qui il link del suo sito.







Sitografia:

https://www.treccani.it/enciclopedia/vetro/


15 ottobre 2020

#4 La scienza

La topografia, dal greco “topos”, luogo e “graphos”, grafia, è la scienza che ha per oggetto lo studio dei metodi, dei procedimenti applicativi, dei modelli di calcolo e delle strumentazioni atte al rilievo di una porzione specifica della superficie fisica del globo terrestre; disciplina che insieme alla fotogrammetria, si serve anche della telefotografia, ossia la fotografia mediante teleobiettivi, per rappresentare su carta il territorio. La fotogrammetria, invece è una tecnica di rilievo che consente l’acquisizione dei dati metrici di un oggetto tramite l’analisi di una coppia di fotogrammi stereometrici, ossia due immagini che unite generano un’immagine stereoscopica. Le prime applicazioni delle topografia (1851) e l'invenzione della  “photogrammétrie”  vengono attribuite al francese Aimè Laussedat (Moulins 1819 - Parigi 1907), colonnello del Genio Militare, professore di astronomia e geodesia dal 1856 alla Scuola politecnica di Parigi della quale fu nominato direttore nel 1880. 

Tali discipline si servivano dell’apparato telefotografico sia in ambito civile che militare, infatti il Roster-Mariani fu costruito nel 1895 per equipaggiarne vari comandi militari.

 


                                                       Un esempio di topografia:



Un esempio di fotogrammetria:





 

Sitografia: